Le alzate in ceramica della Scala di Santa Maria del Monte, a Caltagirone
Le alzate in ceramica della Scala di Santa Maria del Monte, a Caltagirone — foto: philippe.hemmel · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Ci sono città che si capiscono con gli occhi, prima ancora che con le guide. Caltagirone è una di queste: sale su una collina dell'entroterra siciliano e mostra la sua ceramica dappertutto, sui muri, sui parapetti, sulle panchine dei giardini pubblici. Non è un museo all'aperto costruito per i visitatori, è semplicemente il modo in cui questa città lavora l'argilla da secoli. Dalla costa di Agnone Bagni si arriva in circa 67 km e poco più di un'ora di strada: si lascia il mare, si attraversa la piana e si sale piano fra colline coltivate, finché all'orizzonte non compaiono le cupole e i campanili della città alta. È la gita giusta per una giornata in cui si ha voglia di cambiare paesaggio.

Le 142 alzate della Scala di Santa Maria del Monte

La scalinata è il cuore della città e la sua immagine più conosciuta. Fu aperta agli inizi del Seicento per collegare la parte bassa, quella dei commerci, con la parte alta raccolta attorno alla chiesa di Santa Maria del Monte. Per molto tempo è stata soltanto una salita ripida di pietra: le 142 alzate rivestite di maiolica dipinta sono arrivate più tardi, nel secolo scorso, e mettono in fila motivi e stili della tradizione ceramica locale. Nessuna alzata è uguale all'altra: si sale un gradino per volta e ogni volta cambia il disegno, la trama, il modo di usare il blu e il giallo.

Si sale senza fretta, fermandosi ai pianerottoli. A metà scala conviene voltarsi: la città bassa si apre sotto, con i tetti ocra e le facciate chiare, e più in là si intuisce la campagna. In cima l'aria è diversa, più leggera, e vale la pena girare attorno alla chiesa per affacciarsi sui vicoli che scendono dall'altro lato. Chi preferisce evitare la salita può raggiungere la parte alta in auto e percorrere la scalinata in discesa: il panorama è lo stesso, la fatica no.

Le botteghe dei maiolicari

Ai lati della scala e nelle strade vicine si aprono le botteghe. Alcune sono negozi, altre veri laboratori, con il tornio nella stanza in fondo e l'argilla che passa dalle mani al forno sotto gli occhi di chi entra. I pezzi della tradizione si riconoscono subito: i fischietti di terracotta, le teste di moro, i vasi panciuti, le mattonelle decorate, le figure dei presepi per cui Caltagirone è conosciuta anche fuori dalla Sicilia.

Vale la pena entrare, guardare e fare domande: gli artigiani raccontano volentieri la differenza fra un pezzo fatto a mano e uno stampato, e spiegano da dove vengono i colori. Se si compra qualcosa di fragile conviene farlo imballare bene sul posto e trasportarlo in auto appoggiato sul pianale, non schiacciato nel bagagliaio. Un accorgimento banale, che però salva più di un ricordo di viaggio.

Il Museo della Ceramica e la Villa Comunale

Per mettere ordine in quello che si è visto per strada, il Museo della Ceramica è la tappa giusta: raccoglie la produzione del territorio dai reperti più antichi fino alle forme moderne e fa capire quanto sia lunga la storia di questo mestiere in città. È un museo di dimensioni ragionevoli, si visita con calma senza che diventi una maratona. Orari e modalità di ingresso cambiano nel corso dell'anno: meglio controllarli sui canali ufficiali prima di partire.

Accanto si apre la Villa Comunale, il giardino pubblico ottocentesco: viali alberati, balaustre e vasi in ceramica, il palchetto della musica decorato. È il posto naturale per una pausa all'ombra a metà giornata, soprattutto d'estate, quando la pietra della scalinata restituisce tutto il calore preso dal sole. Caltagirone fa parte, con le altre città ricostruite dopo il terremoto di fine Seicento, del Val di Noto tardobarocco riconosciuto dall'UNESCO: anche senza cercarlo, il barocco lo si incontra a ogni angolo, nelle facciate delle chiese e nei portali.

D'estate conviene partire presto e affrontare la scalinata nelle prime ore del mattino oppure nel tardo pomeriggio, quando l'ombra copre metà dei gradini. Bastano scarpe chiuse con suola morbida, una bottiglia d'acqua e un cappello; l'auto si lascia nella città bassa e da lì si sale a piedi.

Come incastrare la gita nella vacanza

Caltagirone è una meta da mezza giornata abbondante, ma si presta a essere allungata quanto si vuole: la strada attraversa l'entroterra e chi ha voglia può fermarsi lungo il percorso senza programmi rigidi. Rientrando verso la costa nel tardo pomeriggio si arriva in tempo per il bagno, che dopo una giornata di scalinate e di argilla è esattamente quello che serve.

È questo il vantaggio di avere una base sul mare come Villa Oleandri mare di Sicilia, ad Agnone Bagni: si parte al mattino con l'auto lasciata la sera prima nel posto riservato dentro la villa, si passa la giornata nell'entroterra e si torna con la spiaggia a cinquanta metri dalla porta. La doccia esterna e la veranda privata fanno il resto.

Villa Oleandri mare di Sicilia, base fra mare ed entroterra

A Villa Oleandri mare di Sicilia la spiaggia è a cinquanta metri e Caltagirone a circa un'ora d'auto. Si parte al mattino dal posto auto privato dentro la villa e si rientra in tempo per il bagno.