Il banco del pesce al mercato di Ortigia
Il banco del pesce al mercato di Ortigia — foto: Frédérique Voisin-Demery · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

La cucina della costa ionica siracusana non nasce nei ricettari: nasce nelle cassette appena scaricate, negli orti che guardano il mare, nei limoni raccolti dietro casa. È una cucina di pochi ingredienti, quasi sempre gli stessi, trattati con un rispetto che da fuori può sembrare pigrizia: più li si tocca, più si rovinano. Chi arriva ad Agnone Bagni per una settimana di mare se ne accorge in fretta, e scopre che il modo migliore per conoscerla non è soltanto sedersi a tavola, ma comprare, pulire, cuocere.

Il pesce, prima di ogni altra cosa

Il riferimento della zona resta il mercato di Ortigia, a circa 50 km dalla casa, poco meno di un’ora d’auto. Si cammina fra i banchi con le cassette allineate sul ghiaccio: alici e sarde, tranci di pesce spada, gamberi, polpi, qualche tonno, e in mezzo le voci dei venditori che chiamano il pesce col nome dialettale. Come tutti i mercati siciliani dà il meglio nelle prime ore della giornata; per giorni e modalità conviene sempre affidarsi ai canali ufficiali del Comune, perché possono cambiare di stagione in stagione.

Il protagonista vero è il pesce azzurro, quello che in Sicilia non è mai stato considerato povero ma solo normale. Le alici si marinano con limone e olio, si impanano e si fanno saltare in padella, oppure finiscono in una pasta condita con la mollica atturrata: pangrattato tostato a secco con un filo d’olio, che qui sostituisce il formaggio quando c’è di mezzo il mare. Le sarde seguono la stessa logica: poco condimento, molta pazienza nel pulirle.

Il pesce spada chiede ancora meno: una griglia calda, sale, olio, limone e un filo di origano. In alternativa c’è la versione «alla ghiotta», con pomodoro, cipolla, olive e capperi, che sopporta bene anche i tagli più spessi. Se invece volete portare a casa qualcosa da consumare crudo, sceglietelo solo da un venditore di cui vi fidate e chiedete esplicitamente se è adatto: è una domanda normale, e la risposta è sempre onesta.

Pomodoro di Pachino, limoni, olio e mandorle

Il pomodoro di Pachino non è una varietà sola ma una famiglia: ciliegino, datterino, costoluto, tondo liscio. Cresce nell’angolo sud-orientale dell’isola, dove il sole e l’acqua leggermente salmastra gli danno quella dolcezza che non si trova altrove. Il modo migliore di usarlo in vacanza è anche il più semplice: tagliato, salato, con cipolla, origano, olio e pane per raccogliere il fondo.

Attorno ruota tutto il resto. I limoni, che qui si usano interi, buccia compresa, per profumare il pesce e le insalate. L’olio extravergine della Sicilia orientale, spesso erbaceo e con una punta amara che sulle verdure lessate fa la differenza. E le mandorle di Avola, che dal Val di Noto sono finite in mezza pasticceria italiana: da lì arrivano il latte di mandorla, la granita e quella dolcezza asciutta che non stanca.

La ricotta, il pane e le cose semplici

La ricotta merita un capitolo a parte. Quella fresca di pecora si mangia tiepida, con un giro d’olio e pepe, oppure si usa per riempire paste e dolci. La versione salata si gratta sulla pasta al posto del pecorino; quella infornata, con la crosta ambrata, regge bene anche il giorno dopo e si porta comodamente in spiaggia o in escursione.

Accanto ci vuole il pane di semola rimacinata, dorato fuori e giallo dentro, spesso coperto di sesamo. Con pomodoro, ricotta, qualche foglia di basilico e un pugno di olive avete già risolto un pranzo, senza accendere nulla. È il piatto che finisce più spesso sui tavoli delle case al mare, e non per caso.

Il vantaggio di avere un angolo cottura

Comprare il pesce al mercato ha senso solo se poi si ha dove cucinarlo. Villa Oleandri mare di Sicilia ha un angolo cottura attrezzato con piano cottura a gas, forno, microonde, frigorifero, tostapane, macchina del caffè e gli utensili di base: abbastanza per una grigliata di pesce, una pasta col pomodoro fresco o semplicemente per un caffè fatto quando serve. C’è anche un posto auto privato e gratuito dentro la villa, con cancello, il che significa rientrare dalla spesa e scaricare le buste senza cercare parcheggio.

Il resto lo fa la veranda privata: si apparecchia all’ombra, si mangia con calma, e il pomeriggio non ha nessuna fretta di cominciare. Una vacanza in casa vacanze permette esattamente questo, alternare la tavola di fuori a quella di dentro senza dover decidere tutto in anticipo.

Un accorgimento pratico: se fate la spesa lontano da casa, portate una borsa termica e organizzate il rientro in modo da non lasciare il pesce in auto. Il pesce fresco va cucinato in giornata; pomodori, pane e ricotta invece vi salvano la cena anche il giorno dopo.

Alla fine la cucina di questa costa si impara così, facendo la spesa e cuocendo poco. Con la spiaggia a 50 metri e un angolo cottura a disposizione, a Villa Oleandri mare di Sicilia potete rientrare dal mare, sciacquarvi alla doccia esterna e mettere sul fuoco quello che avete trovato al mattino: è il modo più diretto di capire dove siete.

Cucinate il pescato a Villa Oleandri mare di Sicilia

Angolo cottura attrezzato, veranda privata e posto auto dentro la villa: tornate dal mercato e mettete in tavola quello che avete scelto. La spiaggia è a 50 metri.