Ci sono feste che si guardano e feste in cui ci si trova dentro senza accorgersene. Santa Lucia a Siracusa appartiene alla seconda categoria: il 13 dicembre la città cambia ritmo, i negozi abbassano le serrande nel pomeriggio, le strade si riempiono molto prima che la processione arrivi e chi resta sul marciapiede finisce per camminare insieme a tutti gli altri. Dalla casa a Siracusa sono circa 50 km e cinquanta minuti d'auto: una distanza che rende possibile partecipare anche a chi soggiorna sulla costa fuori stagione, quando il mare è fermo e l'isola si riprende i suoi tempi.
Il 13 dicembre, quando il simulacro esce dalla Cattedrale
Il centro di tutto è il simulacro d'argento della santa, realizzato alla fine del Cinquecento, custodito in Cattedrale, a Ortigia. Nel pomeriggio del 13 dicembre viene portato fuori a spalla e comincia il suo percorso: si attraversa la piazza del Duomo, si esce dall'isola e si passa sulla terraferma, in direzione della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, nel quartiere della Borgata, sorta nel luogo che la tradizione indica come quello del martirio.
A portare il fercolo sono i devoti, in tunica e berretto, che si danno il cambio lungo la strada; il passo è lento, scandito dalle soste, e ogni tanto dalla folla si alza il grido «Sarausana jè!», che accompagna la santa da generazioni. Chi assiste per la prima volta resta colpito soprattutto dal silenzio: non è una sfilata rumorosa, è una città intera che cammina. Percorso e orari possono variare di anno in anno, quindi vale la pena verificarli sui canali ufficiali della Deputazione della Cappella di Santa Lucia e del Comune prima di mettersi in viaggio.
L'ottava, i giorni al Sepolcro
Il simulacro non torna subito a casa. Resta al Sepolcro per l'ottava, i giorni successivi alla festa, durante i quali la basilica diventa il punto di riferimento della città: si va a trovarla in famiglia, si accende una candela, ci si ferma anche solo qualche minuto all'uscita dal lavoro. Alla fine dell'ottava il corteo si ricompone e riporta la santa in Cattedrale, e quel rientro serale, con le luci accese lungo il percorso, per molti siracusani è il momento più commovente dei due.
Nei giorni della festa il centro si anima anche fuori dalle chiese: bancarelle, luminarie, gente per strada fino a tardi. È un buon momento per vedere Ortigia senza la calca dell'estate e con un'atmosfera che in alta stagione non si trova.
La cuccìa, il piatto del 13 dicembre
La festa si mangia. Il 13 dicembre la tradizione siracusana vuole che si rinunci a pane e pasta, in ricordo di una carestia interrotta, secondo il racconto popolare, dall'arrivo improvviso di una nave carica di grano: quel grano, bollito e mangiato così com'era, è diventato la cuccìa. Oggi la si trova in versione dolce, con ricotta o crema, e in versione salata, condita in modo semplice.
Nelle pasticcerie della città compaiono in quei giorni anche altre preparazioni legate alla ricorrenza. Non serve cercare un indirizzo preciso: basta entrare dove si vede la fila, che in Sicilia resta il metodo più affidabile.
La Santa Lucia delle Quaglie, in maggio
Siracusa festeggia la sua patrona anche in primavera. In maggio si tiene la cosiddetta Santa Lucia delle Quaglie, una festa più breve e più raccolta, con una processione che si svolge nell'arco di una sola giornata; il nome richiama un episodio della tradizione cittadina: durante una carestia del Seicento l'arrivo di una quaglia annunciò ai siracusani le navi cariche di grano entrate in porto. Per chi viaggia in primavera è l'occasione di vedere la stessa devozione in un clima completamente diverso: giornate lunghe, temperature miti, la città non ancora affollata.
Assistere a Santa Lucia significa organizzare la giornata al contrario rispetto a una gita normale: si parte nel pomeriggio e si rientra la sera tardi. Avere una base tranquilla a meno di un'ora di strada aiuta parecchio, soprattutto con bambini al seguito.
Villa Oleandri mare di Sicilia, ad Agnone Bagni, è pensata anche per questo: appartamento al primo piano per un massimo di cinque ospiti, angolo cottura attrezzato per rientrare e prepararsi qualcosa senza cercare un locale aperto, aria condizionata, posto auto privato e gratuito dentro la villa con cancello. Si torna, si parcheggia e si chiude la giornata in veranda.
Santa Lucia da Villa Oleandri mare di Sicilia
Siracusa è a circa 50 km dalla casa: si parte nel pomeriggio, si segue la processione e si rientra con calma, con il posto auto privato che aspetta dentro la villa.